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Concorrenza sleale per appropriazione di pregi.

Concorrenza sleale per appropriazione di pregi.

La concorrenza sleale per appropriazione di pregi dei prodotti o dell’impresa altrui ex art. 2598 n. 2 cod. civ.

  • a)non consiste nell’adozione, sia pur parassitaria, di tecniche materiali o procedimenti già usati da altra impresa (che può dar luogo, invece, alla concorrenza sleale per imitazione servile),
  • b)ma ricorre quando un imprenditore, in forme pubblicitarie od equivalenti, attribuisce ai propri prodotti od alla propria impresa pregi, quali ad esempio medaglie, riconoscimenti, qualità indicazioni, requisiti, virtù:
    1)da essi non posseduti, ma
    2)appartenenti a prodotti od all’impresa di un concorrente,

in modo da perturbare la libera scelta dei consumatori.  Si veda Corte di Cassazione, sezione 1 civile, sentenza n. 9387 del 1994; Corte di Cassazione, sezione 1 civile, sentenza n. 6928 del 1983)

L’area di tutela offerta dalla previsione di cui all’art. 2598 c.c. ha lo scopo di:

  1. offrire una protezione all’uso corretto degli strumenti concorrenziali, considerati un valore-strumento per il benessere sociale e
  2. non già una misura volta a rendere possibile la creazione di monopoli o cartelli d’imprese, in grado di escludere dal mercato qualsiasi concorrente che intenda competere con il marchio noto.

(Nel caso di specie il giudice di merito ha accolto la domanda proposta da Corani & Partners s.p.a. per la condanna al risarcimento dei danni cagionati dalla PLM s.r.l., per concorrenza sleale, per la violazione delle norme in materia di pubblicità comparativa e per l’utilizzo abusivo del marchio JLD -Jean Luois David- di cui l’unica licenziataria esclusiva in Italia era la Corani & Partners. La PLM s.r.l. aveva:

  • presentato i propri prodotti come simili se non addirittura uguali a quelli della Corani & Partners ed
  • aveva anche sfruttato la rinomanza del marchio facendo accreditare i propri prodotti presso la clientela senza sforzi d’investimento).

(Corte di Cassazione, sezione 6 civile, ord. n.100 del 07-02-2016, presidente V. Ragonesi).

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