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Concorrenza sleale interferente.

Concorrenza sleale interferente.

La Corte di Cassazione ha stabilito che le fattispecie di concorrenza sleale interferente con la tutela della proprietà industriale o intellettuale, devolute alla competenza delle sezioni specializzate in materia ai sensi dell’art. 3 d.1g. 27 giugno 2003 n. 168, sono:

  • quelle in cui la domanda di concorrenza sleale si presenta come accessoria alla domanda di tutela della proprietà industriale e intellettuale o 
  • quelle in cui, ai fini della decisione sulla domanda di repressione della concorrenza sleale e/o di risarcimento dei danni, debba verificarsi se i comportamenti asseritamente di concorrenza sleale interferiscano con un diritto di esclusiva.

Ne consegue che la competenza delle sezioni specializzate va negata nei casi di concorrenza sleale cd. pura.

Infatti in questi casi la lesione dei diritti riservati:

  • non costituisce, in tutto o in parte, elemento costitutivo della lesione del diritto alla lealtà concorrenziale,
  • tale da dover essere valutata, sia pure “incidenter tantum” nella sua sussistenza e nel suo ambito di rilevanza.

Si veda Corte di Cassazione, sentenza n.12153 del 2010.
Il caso verteva sull’apertura di una galleria d’arte in violazione di un patto di non concorrenza a poca distanza da quella gestita dalla parte contrattuale che aveva sottoscritto il patto di non concorrenza.
La Corte di legittimità ha stabilito che a nulla rilevava l’utilizzo illecito del nome della società per ottenere l’allaccio alla linea telefonica per considerare la lite di competenza delle sezioni specializzate. Il caso è stato quindi affrontato dalla sezione ordinaria del Tribunale (che nel caso di specie era quello di Lanciano).

(Corte di Cassazione, 6 sezione civile, ordinanza n.21762 pubblicata il 23-09-2013, presidente S. Di Palma).

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