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concorrenza sleale e segreti industriali sottratti

Molto spesso unitamente alla condotta di storno di dipendenti – già di per sé atto di concorrenza sleale – vi è la sottrazione di segreti aziendali all’imprenditore concorrente.

Un imprenditore cerca di sottrarre i dipendenti di un concorrente che abbiano maggiori conoscenze del mercato, della società concorrente e che più gli interessano ai suoi fini che possono essere i più diversi.

In realtà anche la sottrazione di segreti, che avvenga con o senza lo storno di dipendenti, è atto di concorrenza sleale (si vedano le sentenze del Trib. di Bassano del Grappa 25-02-1985; Trib. Milano 24-01-1983; Trib. Torino del 25-02-1977).

Cosa si intende per “segreto industriale”?

Per la giurisprudenza maggioritaria sono ricompresi:

1-non solo i segreti veri e propri cioè i segreti industriali e commerciali, ma anche

2-le informazioni che l’imprenditore non ritenga di mettere a disposizione del pubblico (si vedano le sentenze della cassazione n. 1413 del 1983 e n. 2199 del 1971; Corte di appello di Milano 17-09-1968). Sono a mero titolo esemplificativo:

a) dati tecnici o commerciali come le caratteristiche di costruzione di prodotti industriali che sono contenute nei programmi software,

b) informazioni relative al mercato,

c) elenchi e liste clienti del concorrente (si veda Corte di appello di Bologna del 19-06-1995) che abbiano un rilievo oggettivo e siano oggettivamente idonee a restare sconosciute ai terzi (si veda Trib. Verona 28-12-1985; Trib. Milano 25-03-1974).

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