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Risarcimento danni per violazione del divieto di concorrenza del socio.

Risarcimento danni per violazione del divieto di concorrenza del socio.

In materia di concorrenza sleale trova applicazione il principio generale sul risarcimento danni da fatto illecito stabilito dall’art. 2043 c.c. Tale principio si applica anche all’ipotesi di violazione dello specifico divieto di concorrenza previsto dall’art. 2301 c.c.  in capo al socio di una società di persone.

Tale principio (ormai pacifico anche nella giurisprudenza di legittimità) stabilisce che in tutti i casi:

  • di concorrenza sleale o di
  • violazione del divieto di concorrenza

il danno non sia in re ipsa ma, essendo conseguenza diversa ed ulteriore rispetto alla distorsione delle regole della concorrenza, richiede di essere autonomamente provato secondo i principi generali che regolano il risarcimento da fatto illecito.

Ciò vuol dire che la semplice circostanza che un socio abbia violato il divieto di concorrenza stabilito dall’art. 2301 c.c. non vuol automaticamente significare che si abbia diritto al risarcimento dei danni. Questi ultimi vanno autonomamente provati.

Quindi ne consegue che solo la dimostrazione dell’esistenza del danno consente il ricorso al criterio equitativo ai fini della liquidazione (si veda: Corte di Cassazione civile, sentenza n. 7306 del 2009).

(Tribunale di Cagliari, prima sezione civile, sentenza n. 981 pubblicata il 24.03.2017, presidente M. Mura).

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