Avvocato Cavalea > Sentenze  > Concorrenza sleale  > Corte di Cassazione e Corti Europee  > Concorrenza sleale denigratoria.

Concorrenza sleale denigratoria.

Concorrenza sleale denigratoria.

Una relazione tecnica rivolta ad un soggetto determinato, anche se contiene notizie screditanti di un prodotto, non è sufficiente per ottenere una condanna per concorrenza sleale denigratoria. 

Infatti per aversi concorrenza sleale denigratoria la divulgazione della notizia deve essere avvenuta nei confronti di una pluralità di persone.
La giurisprudenza della Cassazione ha affermato, in diverse occasioni, che è principio costante che la concorrenza sleale di cui all’art. 2598 n. 2 c.c.:

  • consistente nel diffondere notizie ed apprezzamenti sui prodotti altrui in modo idoneo a determinarne il discredito,
  • richiede un’effettiva divulgazione della notizia ad una pluralità di persone.

Di conseguenza non è configurabile nell’ipotesi di esternazioni occasionalmente rivolte a singoli interlocutori nell’ambito di separati e limitati colloqui.

Si vedano: Corte di Cassazione, sentenza n. 5848 del 08.03.2013; Corte di Cassazione, sentenza n. 12681 del 30.05.2007; Corte di Cassazione, sentenza n. 2728 del 29.07.1969.
La comunicazione con più persone costituisce elemento costitutivo essenziale della divulgazione, che non è concretamente e giuridicamente configurabile altrimenti.
Di conseguenza, non è integrata la fattispecie di concorrenza sleale denigratoria ai sensi dell’art. 2598 n.2 cod. civ. in presenza di un’unica relazione scritta:

  • diretta al soggetto che abbia fatto richiesta della prestazione tecnica,
  • anche se in essa siano contenute osservazioni sfavorevoli al prodotto del destinatario stesso.

(Corte di Cassazione, sezione 1 civile, sentenza n. 11466, pubblicata il 03-06-2015, presidente R. Rordorf).

Condividi: