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Facebook e lo sfogo del concorrente. Concorrenza sleale denigratoria

Facebook e lo sfogo del concorrente. Concorrenza sleale denigratoria.

Sfogarsi contro un concorrente su facebook può costituire concorrenza sleale denigratoria. Ai sensi dell’art. 2598, n. 2, c.c. costituisce:

  • concorrenza sleale denigratoria o
  • denigrazione commerciale

la diffusione di notizie e apprezzamenti sui prodotti e sull’attività di un concorrente, capaci di determinare il discredito di quest’ultimo.

E’ dunque vietata la diffusione da parte di un imprenditore di notizie relative ad un proprio concorrente idonee ad influire negativamente sul giudizio del pubblico.
Le notizie per essere censurate, devono essere idonee a causare, anche solo potenzialmente, un danno concorrenziale, che si traduce, nella sostanza, in maggiori difficoltà sul mercato:

  • perdita di clientela o di fornitori e
  • ricadute sull’organizzazione dell’impresa.

Ora il Tribunale di Milano ha accertato che le seguenti dichiarazioni contestate in causa e contenute in due “Comunicati” diffusi sui profili facebook:

  • “i vostri capi in fase di confezionamento presso gli squallidi negozietti cinesi milanesi ai quali vi affidate…Squit Squit alla Culona a Miss Tramezzino che ormai sono fonte di barzellette peggio dei carabinieri!!! Ahahah”
  • o definire anche una collezione altrui di abbigliamento ed accessori di lusso per cani di piccola taglia come “Fondi di magazzino Collection”.

fossero espressioni offensive. Si tratta di una vera e propria denigrazione gratuita.

Il Tribunale ha altresì accertato che a nulla rileva la scusante dello “sfogo personale” sul social network al fine di scriminare la condotta lesiva e gratuita della reputazione commerciale altrui.

In pratica si possono criticare sia l’attività che i prodotti altrui purchè il linguaggio utilizzato non trascenda nella mera offesa personale. 

(Tribunale di Milano, sezione specializzata in materia di impresa -A- sentenza n. 2533 pubblicata il 01.03.2017, presidente C. Marangoni).

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