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Concorrenza sleale confusoria.

Concorrenza sleale confusoria.

No alla concorrenza sleale confusoria per prodotti anche simili, ma destinati ad un pubblico particolarmente attento alle differenze fra gli stessi.

Non si configura concorrenza sleale confusoria ai sensi dell’art. 2598 n.1 c.c. nei confronti dell’imprenditore ‘in fieri’ cioè:

  • di chi stia procedendo alla predisposizione di un’organizzazione d’impresa in vista di un ingresso sul mercato e
  • l’iniziativa imprenditoriale si trovi in una fase meramente progettuale o preparatoria.

L’art. 2598 n.1 c.c. vieta comportamenti idonei a incidere sulle scelte dei consumatori tali da indurli ad imputare determinati prodotti o una data attività ad un imprenditore diverso da quello a cui i prodotti effettivamente appartengono.
Nel caso dell’imprenditore ‘in fieri’, pur riscontrandosi imitazione dei prodotti, la possibilità di confusione in ordine alla loro provenienza è, in concreto, esclusa per i seguenti due motivi:

  • 1)in presenza di segni distintivi diversi e
  • 2)per la circostanza che prodotti sono di particolare valenza tecnica e destinati a consumatori particolarmente attenti ed avveduti, a cui non sfuggono elementi anche minimi di differenziazione fra gli stessi prodotti.

(Tribunale di Milano, sezione specializzata in materia di impresa -A- sentenza n. 9431 pubblicata il 27-07-2016, presidente M. Tavassi).

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