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Concorrenza sleale confusoria ex art. 2598 n.1 c.c.

Concorrenza sleale confusoria ex art. 2598 n.1 c.c.

La Corte di Cassazione ha confermato due principi pacifici in tema di concorrenza sleale confusoria ex art. 2598 n.1 c.c.:

  1. che il divieto di imitazione servile tutela soltanto l’interesse a che l’imitatore non crei confusione con i prodotti del concorrente realizzando le condizioni perché il potenziale acquirente possa equivocare sulla fonte di produzione e
  2. che tale interesse è senz’altro soddisfatto dalla presentazione del prodotto con la precisa indicazione che lo stesso è fabbricato da un diverso imprenditore.

Si vedano: Cass. sent. n. 1062 del 19.01.2006; Cass. sent. n. 6682 del 3.08.1987; Cass. sent. n. 6625 del 9.11.1983.

Quindi se i segni distintivi apposti sui prodotti (in contraffazione e su quelli contraffatti) sono tali da escludere la confondibilità per il consumatore medio non si verte in ipotesi di cui all’art. 2598 n.1 del cod. civ.

In pratica:

  • i due prodotti erano simili ma recavano marchi distinti: uno il marchio X e l’altro il marchio Y e
  • non c’era alcuna possibilità che il cliente medio si potesse confondere guardano i prodotti.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 8944 pubblicata il 14.05.2020 rel. M. Falabella)

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