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Concorrenza sleale per confondibilità.

Concorrenza sleale per confondibilità.

L’imitazione rilevante ai fini della configurabilità della concorrenza sleale per confondibilità non si identifica con la riproduzione di qualsiasi forma del prodotto altrui.

Si identifica solo con quella che cade sulle caratteristiche esteriori dotate di efficacia individualizzante.

Ciò vuol dire che le caratteristiche del prodotto devono essere idonee, proprio in virtù della loro capacità distintiva, a ricollegare il prodotto ad una determinata impresa.

Quindi la fabbricazione di prodotti identici nella forma a quelli realizzati da imprese concorrenti, costituisce atto di concorrenza sleale soltanto se:

  1. la ripetizione dei connotati formali non si limiti a quei profili resi necessari dalle stesse  caratteristiche funzionali del prodotto, ma
  2. investa caratteristiche del tutto non essenziali alla relativa funzione.

Infatti è libera:

  • la riproducibilità della funzione di un prodotto ed è altrettanto libera
  • la riproducibilità della forma che necessariamente realizza.

Tuttavia, come sopra indicato, tale fattispecie non ricorre ove vengano riprodotte caratteristiche:

  • non essenziali  e
  • non funzionali.

Quindi le forme che sono necessarie per un prodotto possono essere anche copiate o riprodotte, ma non quelle caratteristiche cosiddette particolari del prodotto del concorrente che lo distinguono sul mercato ed agli occhi dei consumatori.

(Corte di Cassazione, sezione 1 civile, sentenza n. 3478, pubblicata il 12.02.2009, relatore M. Tavassi).