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Concorrenza sleale: a chi spetta la competenza

La competenza in materia di concorrenza sleale spetta in gran parte alle Sezioni Specializzate, mentre una parte residua al giudice ordinario.
Questa singolare bipartizione è determinata dall’art. 134 c.p.i., che prevede appunto la devoluzione alla cognizione delle Sezioni Specializzate di tutte le controversie in materia di concorrenza sleale, con esclusione di quelle che ?non interferiscono, neppure indirettamente, con l’esercizio dei diritti di propriet? industriale?.
Quindi, alla luce dell’art. 1 c.p.i.: dei marchi e degli altri segni distintivi, delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine, dei disegni e modelli, delle invenzioni, dei modelli di utilit?, delle topografie dei prodotti a semiconduttori, delle informazioni aziendali riservate e delle nuove variet? vegetali.

Al giudice ordinario in composizione monocratica spetta dunque la competenza nelle azioni di concorrenza sleale fondate sull’art. 2598 nn. 2 e 3 c.c., ove non connesse in alcun modo con quelle prima menzionate.
Nel caso affrontato dal Tribunale di Torino (fra UBER ed i tassisti) viene innanzitutto in considerazione la concorrenza sleale ex art. 2598 n. 3 c.c. (per violazione di norme pubblicistiche da parte di UBER), senza alcuna connessione con l’esercizio dei diritti di propriet? industriale.

Tuttavia le società del Gruppo UBER lamentano anche che un’interpretazione differente della normativa vigente, da intendersi come limitativa di ulteriori servizi di trasporto diversi da Taxi e Noleggio con Conducente (come sostenuto dalle Ordinanze di Milano) si porrebbe in contrasto con i principi comunitari posti a tutela delle libert? fondamentali garantite dal Trattato:

  • concorrenza – ex art. 3 TFUE;
  • libera prestazione dei servizi? ex art. 56 TFUE;
  • libertà di stabilimento? ex art. 59 TFUE),

oltre che con i principi costituzionali posti a tutela della libert? di impresa ex art. 41 Cost. Conseguentemente, deve affermarsi la competenza delle Sezioni Specializzate ai sensi dell’art. 3, 1° comma, lettera d) D.Lgs. n. 158/2003, trattandosi di controversie relativa anche “alla violazione della normativa antitrust dell’Unione europea”.
Pertanto, la presente causa dev’essere decisa dal Tribunale, Sezione Specializzata in materia di Impresa, in composizione collegiale.
(Tribunale di Torino, sezione specializzata in materia di impresa, sentenza n. 1553 pubblicata il 01.03.2017, presidente G. Ratti)