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stabilimenti balneari – concorrenza illecita – responsabilità penale

Potrebbe configurarsi il reato di illecita concorrenza aggravata se si pongono in essere una serie di azioni intimidatorie con cui un imprenditore, da solo o in concorso con altri imprenditori, ausiliari o dipendenti, sbaraglia la concorrenza.

Si può sbaragliare la concorrenza, per esempio, imponendo precisi limiti al libero esercizio di attività imprenditoriali: per esempio mediante il boicottaggio, lo storno di dipendenti, il rifiuto di contrattare, etc.

Tali condotte possono anche realizzarsi:

1)con atti di coartazione che inibiscono la normale dinamica imprenditoriale, o

2)mediante condotte intimidatorie finalizzate ad ostacolare o coartare l’altrui libera concorrenza poste in essere al di fuori dell’attività concorrenziale.

Tuttavia semplici atti intimidatori non sono sufficienti.

Sono necessarie condotte illecite tipicamente concorrenziali realizzate con atti di coartazione che inibiscono la normale dinamica imprenditoriale.

La Corte di Cassazione sul punto è pacifica (si vedano le sentenze n. 9763 del 10-02-2015, e n. 29009 del 27-05-2014).

Il caso affrontato dalla Corte di Cassazione era relativo ad imprenditori che gestivano stabilimenti balneari siti sul lungomare di San Lorenzo

(Cassazione sezione 6° penale, sentenza n. 44698 del 22-09-2015, Pres. Agrò Antonio)

(Normativa di riferimento: articoli 81, 110 e 513 bis c.p. e legge n. 203/91)

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