Avvocato Cavalea > Sentenze  > Concorrenza sleale  > Corte di Cassazione e Corti Europee  > Concorrenza fra i notai e concorrenza nelle professioni.

Concorrenza fra i notai e concorrenza nelle professioni.

Concorrenza fra i notai e concorrenza nelle professioni.

La concorrenza fra i notai è stata modificata dall’art. 2 del decreto legge n. 223 del 2006. Tale legge ha superato anche il precedente assetto regolamentare della materia tariffaria dei notai.

Sono state abrogate le tariffe obbligatorie fisse. Di conseguenza si devono conformare alla nuova legge anche le norme deontologiche ed i codici di autodisciplina. La nuova normativa:

  • mira a rafforzare la libertà di scelta del cittadino consumatore e
  • la promozione di assetti di mercato maggiormente concorrenziali, anche al fine di favorire il rilancio dell’economia e dell’occupazione,
  • rende possibile la libera concorrenza nel settore dei servizi professionali e
  • garantisce agli utenti un’effettiva facoltà di scelta nell’esercizio dei propri diritti e
  • di comparazione delle prestazioni offerte sul mercato.

Per la Corte di Cassazione l’abrogazione della obbligatorietà di tariffe fisse o minime riguarda la generalità delle professioni, senza eccezione alcuna. Tale nuova normativa:

  • tutela la concorrenza ed
  • offre all’utente una più ampia possibilità di scelta tra le diverse offerte.

Le offerte sono così maggiormente differenziate tra loro:

  1. sia per i costi che
  2. per le modalità di determinazione dei compensi.  Si veda sul punto anche la sentenza n. 443 della Corte costituzionale del 2007.

In conclusione i notai:

  • nei limiti delle loro rispettive competenze territoriali
  • esercitano la loro professione “in condizioni di concorrenza”.

Del resto l’inserimento dell’attività notarile nel quadro dei servizi professionali ai quali si applica la disciplina della concorrenza è confermato dalla successiva evoluzione normativa. Si veda: il decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante ‘Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. Esso:

  • completa il quadro avviato con il decreto-legge n. 223 del 2006,
  • introduce, accanto all’incremento del numero dei notai, ulteriori forme di concorrenza fra i notai, 
  • modifica la norma sull’assistenza personale allo studio e
  • stabilisce che il notaio può recarsi, per ragione delle sue funzioni, in tutto il territorio del distretto della Corte d’appello in cui trovasi la sua sede notarile ed aprire un ufficio secondario nel territorio del distretto notarile in cui trovasi la sede stessa.

Il Consiglio nazionale del notariato non ha potuto far altro che adeguare la deontologia professionale alla nuova disciplina legislativa.
Conclusivamente, per effetto della disciplina introdotta dalla legge di conversione n. 248 del 2006 il notaio che:

  • offra la propria prestazione ad onorari e compensi più contenuti rispetto a quelli derivanti dall’applicazione della tariffa notarile,
  • non pone in essere, per ciò solo, un comportamento di illecita concorrenza.

Ciò in quanto è venuta meno la rilevanza sul piano disciplinare della relativa condotta.

(Corte di Cassazione, sezione 2 civile, sentenza n.3715 pubblicata il 14-02-2013, presidente G.A. Rovelli).

Se ritieni l’articolo di utilità, condividilo con chi ne possa trarre beneficio. Grazie.

Se hai domande, non esitare a contattarmi 00393389703108 – 00352621469821 – email: avvcavalea@gmail.com

Condividi: