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Comunicazione denigratoria a terzi.

Comunicazione denigratoria a terzi.

Costituisce atto di concorrenza sleale ai sensi dell’art. 2598 n. 2 la condotta della ex collaboratrice che invii una comunicazione denigratoria a terzi.

Infatti nessuna comunicazione dal contenuto pregiudizievole per l’immagine personale della società con cui si collabora può esser inviata a terzi.
La comunicazione denigratoria inviata via e.mail era arrivata all’amministratore delegato di una società terza per la quale, all’epoca dell’invio, la società denigrata prestava attività professionale.
La società che aveva ricevuto la e.mail denigratoria aveva:

  • successivamente a tale e.mail,
  • cessato il rapporto professionale con la società nella quale la dipendente collaborava,

ma non a causa del ricevimento della mail denigratoria.

Il rapporto è cessato per altre motivazioni dettagliatamente provate in causa.

Quindi il Tribunale ha escluso il nesso causale fra:

  • il venir meno della collaborazione e
  • l’invio della mail denigratoria,

ma ha riconosciuto il danno morale per la lesione del diritto dell’immagine professionale.
Non è stata invece accolta la richiesta di pubblicazione della sentenza di condanna poichè non risultavano esservi in concreto registrati episodi di diffusione ulteriore e più ampia dei contenuti denigratori propri della mail contestata.

Tribunale di Milano, sezione specializzata per l’impresa -A- sentenza n. 11483, pubblicata il 30-09-2014, presidente F. Ciampi.