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Clientela potenziale e comunanza di clientela.

Clientela potenziale e comunanza di clientela.

Uno dei presupposti per l’accertamento della esistenza della concorrenza sleale, la cui assenza impedisce ogni concorrenza è costituito dall’esistenza della comunanza di clientela.
La comunanza di clientela:

  • non è data dalla identità soggettiva degli acquirenti dei prodotti delle due imprese, 
  • ma dall’insieme dei consumatori che sentono il medesimo bisogno di mercato, e si rivolgono all’acquisto di tutti quei prodotti che quel bisogno sono idonei a soddisfare (Corte di Cassazione, sentenza n. 1617 del 2000).

La comunanza della clientela secondo la giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione va verificata anche in una prospettiva potenziale.
E sotto questo aspetto deve essere esaminato se l’attività di cui si tratta, considerata nella sua naturale dinamicità, consenta di configurare:

  • a)quale esito di mercato fisiologico e prevedibile,
  • b)sul piano temporale, geografico e su quello merceologico,
  • c)l’offerta dei medesimi prodotti, ovvero di prodotti affini o succedanei rispetto a quelli attualmente offerti dal soggetto che lamenta la concorrenza sleale.

Si vedano: Corte di Cassazione, sentenza n. 1617 del 14-02-2000; Corte di Cassazione, sentenza n. 5377 del giorno 11-4-2001; Corte di Cassazione, sentenza n. 3040 del 15-2-2005; Corte di Cassazione, sentenza n. 17144 del 2009; Corte di Cassazione, sentenza n. 22332 del 2014.
Per quanto concerne, in particolare, l’ambito geografico, ciò che viene in gioco è l’accertamento del mercato di riferimento cioè il cosiddetto mercato rilevante, che è:

  • 1)quello nel quale operano ovvero
  • 2)quello che, secondo la naturale espansività delle attività economiche,

possono raggiungere gli imprenditori in controversia (Corte di Cassazione, sentenza n. 3040 del 2005).
(Tale sentenza specifica che la comunanza di clientela non è solo quella attuale, ma anche quella potenziale avuto riguardo agli sviluppi temporali, merceologici e geografici dell’attività del competitor.
In pratica, se una società commercia solo in Lombardia una determinata merce ed è in fase di espansione, si puo’ ben dire che la clientela potenziale potrebbe essere anche quella del Piemonte).

(Corte di Cassazione, sezione 1 civile, sentenza n. 10336, pubblicata il 19-05-2016, presidente A. Nappi).

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