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Cessione di azienda ed insegne simili.

Cessione di azienda ed insegne simili.

A chi spetta la competenza nell’ipotesi di violazione del divieto di concorrenza in caso cessione di azienda e di concorrenza sleale?

Nell’ipotesi di repressione della concorrenza sleale fondata:

  • sulla violazione di un diritto di proprietà industriale, derivante dalla utilizzazione di un’insegna simile per contraddistinguere la propria attività e
  • dal conseguente rischio di confusione tra le ditte o le insegne, idoneo a produrre uno sviamento di clientela

la competenza appartiene alle sezioni specializzate in materia di proprietà industriale.

E’ necessario, però, a sostegno del predetto rischio di confusione allegare ulteriori elementi, costituiti per esempio:

  • dall’apertura di un esercizio commerciale poco distante da quello della società danneggiata,
  • dal conferimento allo stesso di un aspetto esteriore volutamente identico e
  • dalla partecipazione alla gestione dell’ex socio già titolare di una cospicua quota sociale ceduta (in violazione dell’art. 2557 c.c.) e titolare della nuova attività in concorrenza

L’insegna, in quanto costituita dalla scritta o dall’immagine adoperata per consentire l’identificazione dei locali in cui si svolge l’attività a contatto con il pubblico, è pacificamente annoverabile tra i segni distintivi dell’impresa.

La competenza delle sezioni specializzate resta pertanto esclusa nei soli casi di concorrenza sleale c.d. pura, cioè nelle ipotesi in cui la lesione dei diritti riservati non sia, in tutto o in parte, elemento costitutivo della lesione del diritto alla lealtà concorrenziale.

Si vedano: Cassazione, sez. sesta, n. 2680 del 05.02.2018; Cassazione, n. 22584 del 04.11.2015, n. 22584 e Cassazione n. 21762 del 23.09.2013.

La connessione esistente tra:

  1. la domanda proposta ai sensi dell’art. 2598 cod. civ. (concorrenza sleale) e
  2. quella fondata sulla violazione dell’art. 2557 cod. civ. (divieto di concorrenza),

per la comunanza del petitum e l’alternatività dei titoli allegati a sostegno della pretesa, consente di estendere anche alla seconda la competenza per la prima.

(Corte di Cassazione, sezione 6° civile, ordinanza n.16366, pubblicata il 18.06.2019, rel. G. Mercolino)

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