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Cessazione dell’attività e concorrenza sleale

Cessazione dell’attività e concorrenza sleale. Ancora possibile?

Un persona fisica operava nel mercato tramite una società a resp. limitata di cui era socia unica ed amministratrice. Avendo perso clientela e fatturato decideva di proseguire la propria attività sotto forma di impresa individuale (meno onerosa).

La Corte di Appello di Genova ha ritenuto che l’affermazione che sia stata intrapresa una nuova attività in concorrenza con quella della s.r.l. non poteva basarsi esclusivamente sulla mancata messa in liquidazione della società.

Circostanza quest’ultima non decisiva avendo la stessa, pacificamente, cessato la propria attività in concomitanza con l’iscrizione della ditta individuale.

La Corte di Appello ha basato la sua sentenza:

sull’orientamento giurisprudenziale consolidato,

elaborato in materia di concorrenza sleale,

secondo il quale la sussistenza di una situazione di concorrenzialità tra due o più imprenditori presuppone il contemporaneo esercizio di una medesima attività industriale o commerciale in un ambito territoriale anche solo potenzialmente comune.

Si veda sul punto: Corte di Cassazione del 22.07.2009, n. 17144 e Corte di Cassazione del 05.02.2015, n. 2081.

Di conseguenza ha concluso che non vi potesse essere concorrenza se una delle due imprese abbia:

-formalmente o

-di fatto cessato, definitivamente, la propria attività.

(Corte di Appello di Genova, sezione 1 civile, sentenza n.114 pubblicata il 27.01.2017, consigliere rel. M. Caiazzo)

 

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