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Causa petendi della concorrenza sleale.

Causa petendi della concorrenza sleale.

La Corte di legittimità ha già avuto modo di chiarire che ognuna delle ipotesi previste dall’art. 2598 cod. civ. individua un’autonoma “causa petendi” fondata su accertamenti di fatto specifici ed alternativi.  Si veda: Corte di Cassazione, sentenza n. 5487 del 2008. Di conseguenza:

  • da un lato la domanda giudiziale deve essere proposta in riferimento specifico ad uno o più dei detti casi ove ne ricorrano i diversi presupposti e
  • dall’ altro, che il giudice che si pronunci sulla base di una delle tre ipotesi dell’art 2598 c.c che risulti diversa da quella effettivamente proposta incorre nella violazione dell’art 112 c.p.c.

Si veda anche: Corte di Cassazione, sentenza n. 6310 del 2003.
La Corte di legittimità in base a tale principio ha cassato il motivo proposto dalla ricorrente siccome incentrato su una imprecisata violazione dell’art. 2598 c.c, senza alcun riferimento specifico ai profili della domanda iniziale.
Il motivo appariva del tutto generico e sotto tale profilo inammissibile.

(Il caso affrontato riguardava due fattispecie tra loro diverse, l’una relativa un marchio nullo e l’altra aveva ad oggetto una ditta ma le fattispecie non erano fra loro sovrapponibili ed il ricorrente nulla aveva specificato).

(Corte di Cassazione, sezione 1 civile, sentenza n. 2124 pubblicata il 31-01-2014, presidente R. Rordorf).

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