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Banca concorrente e consigli.

Banca concorrente e consigli.

Una banca concorrente può dare consigli sui prodotti di altra banca senza commettere concorrenza sleale.

Il Tribunale di Vicenza ha rigettato la richiesta di risarcimento danni per concorrenza sleale denigratoria intentata dalla Banca popolare di Vicenza contro la Cassa Rurale ed Artigiana di Brendola credito cooperativo.

La Banca Popolare di Vicenza considerava illecito concorrenzialmente “Il consiglio” contenuto nella pubblicazione “Finanza news”.

Tale consiglio agli investitori della banca concorrente era parte di una breve nota volta a dare a questi ultimi generici suggerimenti sulle possibili scelte di acquisto di titoli sul mercato italiano.

Non costituiva una raccomandazione o comunque non poteva dirsi soggetto ai limiti ed obblighi previsti dall’art. 69 ter del Regolamento CONSOB 14.5.1999 n. 11971 (oggi abrogato dalla deliberazione CONSOB 22.3.2017 n. 19925) in quanto è privo di pretese di completezza.

La rubrica sulla rivista “titoli sott’occhio”:

  • conteneva suggerimenti sommari che potevano al più essere considerati spunti di riflessione per successivi approfondimenti da svolgersi prima di qualsiasi decisione in tema di investimenti,
  • l’intera pubblicazione precisava che i report in essa contenuti erano generici,
  • la frase riportava palesemente un’opinione dell’autore e non riferiva fatti.

L’opinione ha:

  • ad oggetto un fatto: l’offerta al pubblico di azioni nell’ambito di un aumento di capitale della banca attrice,
  • interessa il pubblico e ha un rilievo generale.

Mentre presupposti di liceità dell’espressione di un’opinione critica anche se valutata in relazione all’applicazione delle regole di leale concorrenza di cui all’art. 2598 c.c. sono: a) la verità (anche putativa) del fatto presupposto e b) la sua rappresentazione in forma civile.

Inoltre:

  1. anche la forma con la quale è stato espresso il giudizio non ha trasceso i limiti di continenza formale. Non vi erano nella pubblicazione affermazioni ingiuriose, né attacchi puramente offensivi alla banca attrice e
  2. già nella nota di sintesi depositata in Consob erano indicate circostanze estremamente rilevanti per la valutazione dei consistenti rischi connessi all’investimento proposto dalla Banca Popolare di Vicenza.

Ciò in quanto:

  • il valore delle azioni derivava da una unilaterale determinazione dell’assemblea dei soci e
  • il valore delle azioni non era il frutto di una valutazione di mercato tanto che il valore fissato era del tutto disallineato rispetto a quello delle banche con azioni quotate e
  • i successivi sviluppi hanno dimostrato quanto fondato fosse il consiglio dato da Finanza News, perché il prezzo delle azioni di Banca Popolare di Vicenza è poi drammaticamente crollato.

In conclusione si può affermare che un “consiglio” su un prodotto di un concorrente dato in modo generico, senza alcuna offesa e soprattutto basato su una opinione vera o ritenuta tale non possa essere foriero di responsabilità per concorrenza sleale.

(Tribunale di Vicenza, sezione 2 civile, sentenza n.2664 pubblicata il 18.09.2017, Giudice D. Morsiani)