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Assunzione di dipendenti altrui e concorrenza sleale.

Assunzione di dipendenti altrui e concorrenza sleale.

L’assunzione di dipendenti altrui può configurare un caso di concorrenza sleale.

Anche in assenza di effetti destrutturanti sull’impresa concorrente, non corrisponde ai principi di lealtà l’assunzione di dipendenti altrui anche se:

  • da questi ultimi sollecitata e
  • che sia finalizzata essenzialmente all’utilizzo di specifiche conoscenze commerciali e comunque alla sottrazione di clienti con cui i dipendenti si trovavano in relazione privilegiata.

L’elemento soggettivo dell’animus nocendi segna il confine fra

  1. concorrenza posta in esse in modo legittimo e
  2. lo storno illegittimo qualificato dalla intenzione di interferire nelle relazioni commerciali con la clientela.

Infatti l’avviamento e la clientela derivati dall’attività promozionale dei dipendenti del settore commerciale sono patrimonio acquisito dell’impresa da cui dipendono.

Quindi il nuovo datore di lavoro non può utilizzare gli ex collaboratori del concorrente per un sistematico contatto con i clienti già trattati al fine di acquisirli a proprio favore.

In quest’ultimo caso c’è uno storno illecito che si configura come effetto e contenuto di una attività parassitaria.

Quest’ultima:

  • salta il costo dell’investimento in ricerca ed esperienza,
  • priva il concorrente del corrispondente risultato della sua ricerca e della sua esperienza ed
  • altera significativamente la correttezza della competizione.

Vi veda: Corte di Cassazione, sentenza n. 9386 del 2012).

(Tribunale di Milano, sezione specializzata in materia di impresa -A- sentenza n. 11384 pubblicata il 12.10.2015, presidente P.M. Gandolfi).