Avvocato Cavalea > Sentenze  > Concorrenza sleale  > Corte di Cassazione e Corti Europee  > Associazioni professionali e concorrenza sleale.

Associazioni professionali e concorrenza sleale.

Associazioni professionali e concorrenza sleale.

Le associazioni professionali sono legittimate ad agire per reprimere atti di concorrenza sleale ai sensi dell’art. 2601 del cod. civ. Ora detta azione, è però diversa da quella risarcitoria.
Infatti l’azione risarcitoria, che è prevista dall’art. 2600 cod. civ. è meramente eventuale.
La Corte di legittimità ha confermato la sentenza della Corte di Appello che ha escluso in radice la sussistenza di un danno risarcibile in capo alla richiedente A.N.D.I. (Associazione Nazionale dentisti italiani, sezione di Firenze).

Ciò sulla base del rilievo che l’A.N.D.I.

  • non esercita l’attività medica e
  • non ha subito alcuna sottrazione di clientela per effetto della concorrenza sleale.

Quindi non avendo subito alcuno storno di clientela non è ammissibile il risarcimento del danno in capo alla associazione. A nulla rileva che l’articolo 2 dello Statuto (alla lettera b) stabilisce che l’Associazione assume la tutela degli interessi anche materiali della categoria per i danni cagionati dalla concorrenza sleale subita nel contesto fiorentino da professionisti iscritti.
Non sussisteva nel caso esaminato alcun danno patrimoniale risarcibile in capo all’associazione sotto il profilo di cui all’art. 2043 del cod. civ.

Nel caso di specie la Cassazione non ha riconosciuto alcun risarcimento del danno all’associazione che aveva agito contro due odontoiatri ai quali era stata applicata la pena su richiesta delle parti (ex art. 444 c.p.p.) per il reato di cui all’art. 348 del cod.pen.

(Corte di Cassazione, sezione 3 civile, sentenza n.7047 pubblicata il 09-05-2012, presidente R. Preden).

Condividi: