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Anche la pubblica amministrazione può fare concorrenza sleale.

Anche la pubblica amministrazione può fare concorrenza sleale.

L’art. 2598 c.c. sulla concorrenza sleale si applica anche nei confronti della pubblica amministrazione qualora essa svolga attività imprenditoriale in regime di concorrenza.
La disposizione normativa dell’art. 2598 c.c. è stata ritenuta applicabile ad un Comune per taluni suoi atti di gestione economica.
Tuttavia tale norma non può essere applicata ad una società (nel caso di specie la Datasiel) che opera come società strumentale di una regione (e nella specie la Regione Liguria) sottoposta alla normativa introdotta con il D.L. 223/2006 per la riduzione dei costi degli appalti pubblici regionali e locali.
Tale società:

  • ha come scopo quello di favorire la nascita di valide iniziative di servizio rivolte a stimolare ed agevolare l’ammodernamento gestionale degli enti regionali,
  • opera attivamente nell’ambito della programmazione informatica e
  • si fa carico del Sistema informativo integrato regionale.

Per fare tali attività si avvale anche di imprese fornitrici di servizi informatici selezionate attraverso procedure di evidenza pubblica.
Di conseguenza tale società cosiddetta strumentale della regione non può pero’ qualificarsi soggetto direttamente concorrente di altra società (la T.P. nel caso affrontato dal Tribunale) specializzata nella fornitura di hardware, software e servizi informatici per le aziende (che aveva a sua volta avuto incarichi da parte della Datasiel).

Il Tribunale per giungere a tale conclusione non ha riconosciuto sussistere:

  • la qualità di imprenditore in capo alle due società coinvolte e soprattutto
  • il rapporto di concorrenza fra le stesse.

Solo se la pubblica amministrazione svolge direttamente attività economica imprenditoriale può essere soggetto (attivo o passivo) di atti di concorrenza sleale.

(Tribunale ordinario di Genova, sezione 6 civile, sentenza n.1462, pubblicata il 26-04-2016, giudice F. Lippi).

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