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Amministratori di società e divieto di concorrenza.

Amministratori di società e divieto di concorrenza.

Perché gli amministratori di società di capitali hanno il divieto di fare concorrenza?

Il divieto posto dall’art. 2390 cod. civ. per effetto del quale gli amministratori:

  1. non possono assumere la qualità di soci illimitatamente responsabili in società concorrenti,
  2. né esercitare una attività concorrente per conto proprio o di terzi,
  3. né essere amministratori o
  4. direttori generali in società concorrenti,

salvo autorizzazione dell’assemblea, è spesso riprodotto in quasi tutti gli atti costitutivi delle società di capitali.

Tale disposizione si ritiene applicabile non solo agli amministratori di società per azioni, ma anche agli amministratori di società a responsabilità limitata.

L’art. 2390 c.c. vuole evitare un conflitto potenziale di interessi fra l’amministratore e la società.

Tale disposizione mira ad evitare che l’amministratore durante il suo ufficio, si trovi (o possa incorrere) in situazioni di dannoso antagonismo con la società.

Il divieto è quindi:

  • preordinato a tutelare la società ed
  • è inteso a favorire il perseguimento dell’interesse della società da parte dell’amministratore.

Costituisce una sorta di tutela avanzata della società, al fine di evitare che l’amministratore sia indotto a danneggiarla, facendole concorrenza.

Nel caso in cui l’amministratore della società violi tale divieto:

  1. può essere revocato dall’ufficio e
  2. rispondere dei danni cagionati alla società

(Corte di Cassazione, sentenza n. 6558 pubblicata il 22-03-2011).