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Amministratore dimissionario e divieto di concorrenza.

Amministratore dimissionario e divieto di concorrenza.

La mera presentazione delle dimissioni da parte dell’amministratore non esonera lo stesso dall’obbligo di rispettare il divieto di concorrenza previsto dall’art. 2390 c.c. se lo statuto sociale prevede che il venir meno di uno dei consiglieri di amministrazione comporta la necessità di rinnovare interamente l’intero consiglio di amministrazione.

La conseguenza è che permane in regime di proroga fino al rinnovo del precedente organo amministrativo.
L’obbligo di astenersi dal compiere atti di concorrenza, anche non connotati dal carattere della slealtà, è previsto dall’art. 2390 del cod. civ. essendo tale divieto connesso al dato formale del possesso della carica sociale.
Vieppiù che la giurisprudenza di merito ha precisato che ciò vale a maggior ragione se l’amministratore:

  • partecipa anche alle riunioni del consiglio di amministrazione e contemporaneamente
  • compie anche atti concorrenziali illeciti volti:
  • 1) da una parte a gettare discredito sulla situazione della propria società e
  • 2) dall’altra a sviare clienti della stessa verso l’impresa individuale da lui costituita.

Caso tipico è il riferire ai clienti della nuova società che si sta per avviare una propria attività nello stesso settore.
Con tale condotta un amministratore viola:

  1. il disposto dell’art. 2390 c.c. e
  2. data la natura non leale della sua condotta anche il precetto stabilito dall’articolo 2598 codice civile.
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