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5 casi di storno illecito di dipendenti.

5 casi di storno illecito di dipendenti.

La giurisprudenza ha tipizzato alcuni comportamenti che, verificati congiuntamente, dimostrerebbero l’esistenza di una attività illecita di storno di dipendenti.

Tali condotte consistono:

  1. nello storno di numerosi e qualificati collaboratori, ossia proprio di coloro sulla cui attività è prevalentemente fondata l’organizzazione del concorrente,
  2. l’idoneità di tale atto (cioè dello storno) a determinare una grave disfunzione nello svolgimento dell’attività normale dell’azienda concorrente,
  3. l’essersi l’imprenditore avvalso ai fini dello storno dell’opera di dirigenti del concorrente unitamente ad altri collaboratori passati presso il primo,
  4. l’avere portato a compimento la sua opera d’indebolimento del concorrente prima ancora di aver costituito una propria attività,
  5. l’essere diventati alcuni collaboratori del concorrente, mentre erano ancora alle sue dipendenze, soci della costituenda società concorrente (si veda sul punto la Corte di Cassazione, sentenza n. 2296 del 1980).

Ora nel caso affrontato dalla Corte di legittimità si sono verificati addirittura tutti i comportamenti indicati sopra.
Quindi una acquisizione:

  • sistematica,
  • avvenuta pressochè sincronicamente,
  • non solo di clienti (studenti) ma anche di ex collaboratori (docenti) e soci della concorrente (che anch’essa una scuola)

è senz’altro contraria alle norme di correttezza professionale.
Si veda anche: Corte di Cassazione, sentenza n. 12681 del 2007: secondo cui è contraria alle norme di correttezza professionale l’acquisizione sistematica da parte di un ex dipendente che abbia intrapreso un’autonoma attività imprenditoriale, di clienti del precedente datore di lavoro il cui avviamento costituisca, soprattutto nella fase iniziale, il terreno dell’attività elettiva della nuova impresa.

(Tribunale di Milano, sezione specializzata in materia di impresa -A- sentenza n. 9695 pubblicata il 18-08-2016, giudice S. Giani)

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